CHE FORTUNA POTERSI MUOVERE

Published by

on

Il movimento è espressione.
È comunicazione, è esigenza, è bisogno, è esplorazione. È il modo che il nostro corpo ha per raccontarci che è vivo. Tutto è movimento: uno sguardo, un respiro, un battito del cuore, un passo, una mano che cerca, un corpo che si allunga, che corre, che salta, che si ferma e poi riparte.

E forse proprio perché ci accompagna ogni giorno, finiamo per dimenticarci quanto sia straordinario.

Che fortuna poterci muovere.

Il movimento cambia con noi

Non esiste un unico modo “giusto” di muoversi. Non esiste un allenamento universale, valido per tutti e per sempre. Il movimento cambia con noi, con il nostro corpo, con la nostra età, con le nostre esperienze e con ciò di cui abbiamo bisogno in ogni momento della nostra vita.

Da bambini il movimento è soprattutto esplorazione e scoperta. Corriamo, saltiamo, cadiamo, ci rialziamo. Impariamo a conoscere il mondo attraverso il corpo, senza chiederci se stiamo facendo un esercizio correttamente.

Durante l’adolescenza può diventare espressione, identità e forza. Il corpo cambia e impariamo, a volte con fatica, a conoscerlo e ad abitarlo.

Da adulti il movimento diventa spesso consapevolezza e necessità. Abbiamo giornate piene, ore seduti, lavoro, responsabilità e poco tempo. Iniziamo a capire che muoverci non significa soltanto “allenarci”, ma prenderci cura di qualcosa che ci accompagnerà per tutta la vita.

Con l’avanzare dell’età, il movimento diventa ancora più prezioso: significa autonomia, sicurezza, comunicazione e libertà. Poter salire le scale, raccogliere qualcosa da terra, portare una borsa, giocare con i propri nipoti, uscire a fare una passeggiata. Gesti apparentemente banali, ma che possono rappresentare una grandissima forma di indipendenza.

Per questo non dovremmo chiederci soltanto: “Quanto mi alleno?” Dovremmo chiederci anche: “Quanto mi permette di fare il mio corpo?”

ChatGPT Image 9 set 2026, 11_42_26

Non aspettiamo di perdere qualcosa per accorgerci del suo valore

Viviamo in un periodo in cui è facile dare per scontato ciò che abbiamo. Vogliamo sempre qualcosa in più: più tempo, più risultati, più prestazioni, un corpo diverso, più energia, più forza. Spesso, però, ci accorgiamo del valore di qualcosa soltanto quando quella cosa viene a mancare.

Con il corpo può succedere lo stesso.

Diamo per scontato poter correre, saltare, camminare, sollevare un peso, arrampicare, nuotare, ballare, viaggiare, giocare. Finché possiamo farlo, sembra normale. Ma non è normale. È una fortuna.

Non avremo per sempre la stessa forza.
Non avremo per sempre la stessa velocità.
Non avremo per sempre la stessa stabilità, la stessa mobilità, la stessa energia. Proprio per questo vale la pena utilizzare il corpo che abbiamo oggi. Non per punirlo. Non per cambiarlo a tutti i costi. Non per dimostrare qualcosa agli altri, ma per conoscerlo, ascoltarlo e permettergli di fare esperienza.

A volte ci raccontiamo che non abbiamo tempo. Altre volte siamo stanchi, abbiamo avuto una giornata difficile, abbiamo lavorato per ore, siamo stressati e l’ultima cosa che vorremmo fare è allenarci.

Naturalmente ci sono momenti in cui il corpo ha davvero bisogno di riposo, ma altre volte quella stanchezza è proprio il motivo per cui avremmo bisogno di muoverci. Non sempre dobbiamo fare un allenamento intenso. A volte può essere una passeggiata, un po’ di mobilità, qualche esercizio di respirazione, un giro in bicicletta, una partita con gli amici…
Qualche minuto per riappropriarci del nostro corpo dopo una giornata passata seduti.

Muoversi non significa necessariamente allenarsi.

Il movimento può essere molto di più: é il modo in cui torniamo a sentirci presenti!

Che fortuna avere un corpo che può muoversi! E che fortuna poterlo scoprire, giorno dopo giorno.

Una risposta a “CHE FORTUNA POTERSI MUOVERE”

  1. Avatar Stefania Passerini
    Stefania Passerini

    Bellissimo articolo e di aiuto

Rispondi

Scopri di più da Esperta Wellness

Abbonati ora per continuare a leggere e avere accesso all'archivio completo.

Continua a leggere