Slow Life – Rallentare
Cambio di stagione, cambio d’ora e cambio d’umore. Spesso queste 3 cose vanno di pari passo in questo periodo dell’anno.
Le ore di luce diminuiscono, il sole tramonta prima, le giornate da miti diventano fredde, cambiano i colori del paesaggio di tutti i giorni. Gli alberi si colorano di giallo, rosso ed arancione, perdendo la loro chioma e rimanendo sempre più spogli. Così ci sentiamo nudi ed infreddoliti anche noi.
Non è semplice il cambiamento e nella nostra vita esso rappresenta un ciclo costante, come per le stagioni.
L’autunno rappresenta la fase della SLOW LIFE. Una vita che rallenta, che abbandona l’energia e la spensieratezza estiva per fare spazio alla malinconia e alla pacatezza.
Il ciclo circadiano, il nostro orologio biologico, si adatta all’accorciarsi delle giornate ritirandosi in se stesso, chiudendosi un po’ a riccio, come quei ricci che custodiscono al loro interno un frutto prezioso di questa stagione, le castagne.
Il “buio presto” diventa spesso una scusa che la nostra mente utilizza per rallentare , o meglio, per fermarsi del tutto. È quel pensiero che ci fa dire: “Fa già notte, meglio restare a casa”, e così rimandiamo una passeggiata dopo il lavoro, un’uscita con gli amici o un corso in palestra. In realtà, non è solo pigrizia: è il corpo che, come la natura, si prepara al riposo.
Rallentare non è sbagliato. È parte del ritmo naturale della vita. La slow life non significa immobilità, ma presenza. Significa accogliere il cambiamento, lasciare che il ritmo esterno rallenti anche il nostro orologio interno, senza sentirci in colpa. È imparare a fare meno, ma con più consapevolezza.
Fa bene restare in casa ogni tanto, godersi il tepore, leggere un libro o sorseggiare una tisana calda. E’ importante, però, che questo non diventi una gabbia. Rallentare sì, fermarsi no. Il benessere nasce dall’equilibrio tra il riposo e il movimento, tra il tempo per sé e quello per il mondo fuori.
Come ritrovare la voglia “di fare” in questa stagione?
Semplicemente accettandone la mancanza. Non serve forzarsi o imporre ritmi frenetici per sentirsi produttivi: basta ascoltarsi.
Ci sentiamo stanchi e appesantiti? Forse abbiamo bisogno di uscire e respirare aria fresca, anche solo per pochi minuti, lasciandoci accarezzare dal vento o dalla pioggia.
Siamo stati seduti tutto il giorno? Allora bastano pochi movimenti, un po’ di stretching, per risvegliare il corpo e ricordargli che è vivo.
Ci sentiamo sopraffatti? Forse serve uno sfogo più intenso: un allenamento, una corsa, una camminata veloce tra le foglie.
Siamo esausti e desideriamo solo riposare? Allora va bene così: una coperta, una tisana, un libro, un po’ di silenzio.
La slow life autunnale ci insegna proprio questo: a rispettare i nostri tempi, a scegliere in base a ciò che sentiamo, non a ciò che “dovremmo” fare. Non c’è bisogno di un controllo costante o di forzarci in attività che non sentiamo. Possiamo concederci di “perdere le foglie”, di liberarci del superfluo e accogliere il cambiamento come una forma di rinnovamento.
Accettiamo la metamorfosi, perché solo lasciando andare ciò che non serve più possiamo creare spazio per ciò che verrà. L’autunno, con la sua lentezza e la sua quiete, ci ricorda che ogni pausa è fertile: è il respiro profondo prima di una nuova fioritura.

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